Educazione relazionale alla parità e al rispetto delle differenze di genere a scuola
una legge di iniziativa popolare
La proposta di legge di iniziativa popolare ha raccolto più di 8500 firme ma siamo ancora in attesa di capire se le proposte fatte ad integrazione della normativa vigente verranno prese in considerazione.
Abbiamo scelto di sostenere questa proposta di legge provinciale, perché è coerente con la mission del LED di educazione al dialogo e alla relazione, per costruire una comunità più capace di cogliere e considerare il valore umano delle persone, per costruire relazioni basate sul rispetto e contribuire ad una società dove si vive la prossimità.
Per lavorare ad un cambiamento culturale profondo che ci porti verso il superamento di pregiudizi e stereotipi di genere, che ci permetta di prevenire le dinamiche di violenza e di promuovere relazioni sane ed equilibrate, dobbiamo fare tutto il possibile.
Toccare il tema delle differenze culturali e di genere, del rispetto e del dialogo tra persona e persona, degli stereotipi e delle aspettative che portiamo nelle relazioni con gli altri ponendo attenzione alle nostre modalità di comunicazione, è molto importante per evitare di cadere in tutte quelle dinamiche che ci portano verso l’estremizzazione degli opposti.
Ancora di più lo è all’interno del mondo della scuola, dove ci si confronta con ragazzi e ragazze che stanno costruendo le proprie identità personali e a cui è ancora possibile contribuire sul piano etico e valoriale.
Avere la possibilità di un confronto tra pari e di aprire la propria mente scoprendo modi di vivere e comunicare diversi da quelli che si sono sperimentati in famiglia, acquisendo anche nuovi strumenti di consapevolezza e relazione è fondamentale per crescere e chiedersi che tipo di persone si desidera diventare da adulti.
Nel momento in cui riusciamo davvero a vedere l’altro come persona, degna di considerazione e rispetto, e impariamo a comunicare in modo assertivo e non violento potremo finalmente costruire relazioni positive in cui il confronto con la diversità sia fonte di arricchimento reciproco. Questo per noi significa centrarsi sulla persona e riuscire a vedere oltre ai ruoli, alle differenze culturali e di genere di cui ognuno di noi è portatore.
Per essere in grado di costruire relazioni sane è necessario lavorare molto sulla dimensione valoriale e sulla consapevolezza di sé nell’incontro con l’altro. Questo può essere fatto con esperienze educative di tipo laboratoriale in cui sia possibile mettersi in gioco sul piano personale, ma se si tratta di incontri limitati e straordinari una tantum, per quanto importanti, la traccia che lasciano è debole. Molto più forte è la traccia che può lasciare un insegnante nella gestione quotidiana delle dinamiche relazionali all’interno delle proprie classi sul lungo periodo. Questo rende necessario continuare ad investire nella formazione sistemica degli insegnanti toccando anche questi temi e continuando ad offrire loro stimoli, strumenti, modelli, esempi e possibilità di sviluppo delle proprie competenze relazionali in tale direzione. I temi del rispetto delle differenze di genere, della promozione della parità e della non violenza sono infatti profondamente intrecciati con le difficoltà di comunicazione e considerazione reciproca e con le dinamiche relazionali in cui entrano le dinamiche di potere, il bullismo, il body shaming e moltissimi altri aspetti delicati su cui un insegnante può lavorare all’interno delle classi indipendentemente dalla propria materia.
Offrire questi strumenti nella formazione degli insegnanti è fondamentale per aiutarli a confrontarsi in modo più costruttivo con i propri alunni e alunne e avere riferimenti chiari su come gestire le dinamiche relazionali disfunzionali e facilitare il dialogo nel gruppo classe.
L’approccio centrato sulla persona, l’intelligenza emotiva e gli strumenti della psicologia umanistica possono sostenere l’insegnante stesso nel proprio ruolo e contribuire ad affrontare meglio alcune difficoltà che possono demotivare e incrinare la fiducia.
Secondo la nostra visione, centrata sulla persona, un insegnante può riuscire a vedere la personcina che ha di fronte e verso cui ha un ruolo educativo, come una persona degna di rispetto e fiducia, frutto della propria storia personale, dei propri vissuti, della propria cultura familiare e quindi portatrice di condizionamenti di cui non è consapevole e su cui può ancora lavorare e crescere anche con il sostegno dell’insegnante e del gruppo classe.
Se educare, da ex-ducere significa fare emergere dall’interno le risorse e pontenzialità, perchè attraverso la consapevolezza si potenzino intenzionalmente e si orientino in positivo, il compito educativo dell’insegnante transita dalla fiducia e dall’incoraggiamento che è capace di offrire ai propri alunni conservandone una visione umana positiva. E questo è possibile separando il giudizio sui comportamenti agiti dal valore della persona e rimanendo aperti, accoglienti ed empatici anche quando la relazione diventa più difficile.
Approfondisci
Di seguito alcuni materiali e testi di approfondimento per comprendere al meglio la proposta di legge
La legge provinciale attuale
Nel 2006 la PAT adotta la legge provinciale sulla scuola dal Titolo Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino.
Questa la legge che ci si propone di modificare ed integrare.
Clicca qui per visionare il testo attuale.
Scarica disegno di legge
Qui il testo del decreto legge di iniziativa popolare
scarica la Relazione illustrativa
Qui un testo semplificato esplicativo che spiega il senso della proposta
Info e contatti
reteparigenere@gmail.com
Referenti:
PAOLA MORINI (320 7686367)
MARTA ANDERLE (347 7922413)
MARIA GIOVANNA FRANCH (349 8040498)
Iniziative collaterali supportate dalla rete
firma il Referendum
Clicca qui per leggere e firmare il referendum abrogativo della legge Valditara
La proposta in sintesi
Presentazione proposta alla V Commissione
Relazioni dell’Audizione Pubblica
Vedi la registrazione completa online
Il video integrale dell’audizione pubblica è disponibile su You Tube
Rassegna stampa
alcuni articoli di approfondimento del dibattito in corso
In concomitanza con la proposta di modifica della legge provinciale in Trentino, è in corso il dibattito connesso all’educazione sessuoaffettiva nelle scuole e al decreto Valditara. Si tratta di due temi diversi, ma sicuramente collegati; riproponiamo qui una raccolta di articoli che sono stati oggetto di discussione all’interno della Rete per l’Educazione alla Parità di Genere .
- testo del disegno di legge Valditara : clicca qui
- https://www.mim.gov.it/web/guest/-/consenso-informato-via-libera-definitivo-del-senato-valditara-tuteliamo-i-bambini-ridiamo-voce-ai-genitori-obbligatoria-l-educazione-al-rispetto-alle-
- Cosa dice: vedi https://sapere.virgilio.it/scuola/mondo-scuola/ddl-valditara-su-consenso-informato-e-legge-cosa-cambia-a-scuola
- Educazione all’affettività, sfida in commissione «Giusto». «Ideologia» di MA.Gio. sul Corriere della Sera del 24 febbraio 2026: “Il dibattito entrerà nel vivo con le audizioni, che inizieranno nelle prossime settimane. Ma già ieri, in quinta Commissione, il disegno di legge di iniziativa popolare che punta a introdurre nelle scuole un percorso di educazione alla parità di genere e all’affettività ha mostrato le prime divisioni. …” L’articolo completo è disponibile sull’archivio del Corriere della Sera (accesso su abbonamento – riproduzione integrale non consentita)
- Esperti, centri antiviolenza e Fondazione Cecchettin bocciano il DDL Valditara: «Legge antiscientifica», «L’educazione sessuo-affettivo è prevenzione della violenza» di Francesca Visentin sul Corriere della Sera del 6 giugno: “Prevenzione della violenza di genere? Un percorso a ostacoli riuscire a farla nelle scuole, dopo l’approvazione della legge Valditara sull’educazione affettiva e sessuale. Lo sostengono centri antiviolenza, esperte, esperti, istituzioni che da sempre si occupano del tema. La nuova legge prevede il consenso informato scritto di genitori e studenti per avviare attività e progetti su affettività e sessualità. Nelle scuole dell’infanzia e primaria, invece, ogni progetto viene vietato. «Così si indebolisce la prevenzione della violenza, rendendo complessi e burocratizzati i percorsi di educazione affettiva e sessuale – incalza Barbara Poggio, nel CDA della Fondazione Cecchettin, prorettrice alle politiche di equità e diversità all’Università di Trento – . Parlare con ragazze e ragazzi di consenso, relazioni paritarie, rispetto dei confini personali, emozioni, stereotipi, non significa sostituirsi alle famiglie, ma costruire un’alleanza educativa più forte. Perché la violenza di genere non nasce all’improvviso. E tutto ciò di cui non si parla, difficilmente si riconosce». ….” Clicca qui per l’articolo completo sul blog la 27esima ora del Corriere della Sera
- Reazione di ACTIONAID “Con questo decreto (Valditara) nella scuola italiana si impedisce di prevenire la violenza di genere e si ampliano le diseguaglianze educative nel paese ….Questo decreto mette ancora più in evidenza la grande incoerenza tra l’attuale quadro normativo italiano e l’approccio della Comprehensive Sexuality Education (CSE), promosso dai due principali organismi internazionali che si occupano di educazione e di salute, Unesco e OMS. …” Clicca qui per leggere il comunicato stampa.
- DDL Valditara, presidente di Scosse: “Censurata l’educazione sessuo-affettiva” video ANSA del 6 giugno 2026 – servizio di Angela Gennaro, intervista a margine del convegno “Il progetto Erasmus+ Zoom Out: conferenza dedicata alla letteratura d’infanzia in ottica intersezionale” Clicca qui per vedere video sul sito giornaletrentino.it
- Educazione sessuale solo per i più grandi. Cecchettin: «Noi ci abbiamo provato» sul Corriere della Sera del 7 giugno 2026: “Libri di testo con messaggi sessisti di cui nessun insegnante si era mai accorto. E il tentativo, fallito, di «portare l’educazione sessuo-affettiva a scuola». All’indomani dell’approvazione della legge che introduce il consenso informato per medie e superiori ma esclude che si parli di sessualità alle elementari, ieri al museo M9 di Mestre, Gino Cecchettin, il papà di Giulia, uccisa nel 2023 dall’ex Filippo Turetta, e alla cui memoria è dedicata l’omonima fondazione, ha alzato le braccia: «Abbiamo incontrato il ministro Giuseppe Valditara, da parte nostra i tentativi ci sono stati». Perché laddove le famiglie non agiscono in tal senso, «la scuola dovrebbe sopperire». Come gli insegnanti dovrebbero accorgersi quando nei volumi adottati sono dati messaggi sbagliati. È il caso di un abbecedario per la quarta elementare: «Spiegava l’alternanza tra Sole e Luna con una violenza di genere: il Sole maschio aveva procurato violenza alla Luna e lei per non essere sottoposta ulteriormente a violenze, compariva solo di notte — ha detto Cecchettin —. Quando lo abbiamo presentato a una platea di 4 mila docenti sono rimasti stupefatti. Così i bambini imparano che la violenza è lecita. Ma ci sono espressioni e proverbi di uso quotidiano, che pensiamo siano innocenti, che in realtà instillano nell’inconscio dei bambini che essere uomo è qualcosa di più».…” L’articolo completo è disponibile sull’archivio del Corriere della Sera (accesso su abbonamento – riproduzione integrale non consentita) – Fonte alternativa che riporta le stesse riflessioni di Cecchettin su Il Giornale
- Consenso informato. Il Trentino faccia la differenza. Cgil: no al recepimento del DDL Valditara. “E’ un provvedimento regressivo, che non tiene conto delle richieste di studenti e famiglie. (…) “Educazione sessuo-affettiva indispensabile per crescere adulti consapevoli e rispettosi degli altri.” (…) Clicca qui per leggere il Comunicato stampa della CGIL del 9 giugno 2026
- “L’educazione sessuale, cosa fare.” Di Maurizio Freschi, pubblicato sull’Adige del 13 giugno 2026. il dibattito sull’educazione all’affettività e alla sessualità nella scuola continua a dividere l’opinione pubblica. Clicca qui per visualizzare l’articolo completo
- Educazione all’affettività, un’alleanza educativa della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Trento – sul Corriere della Sera del 13 giugno 2026 “L’approvazione della norma nazionale, a firma del Ministro Valditara, che introduce l’obbligo del consenso preventivo dei genitori per la partecipazione ai percorsi di educazione all’affettività a alla sessualità nelle scuole ci preoccupa e non poco. Il tema è delicato, …..dovrebbe essere affrontato senza contrapposizioni ideologiche. … L’educazione all’affettività e alla sessualità riguarda un ambito molto ampio in cui rientra non solo la sfera sessuale ma anche l’educazione al rispetto, al consenso, alla gestione delle emozioni, alla prevenzione del bullismo, delle discriminazioni e della violenza di genere. Significa affiancare ragazze e ragazzi nella costruzione di relazioni sane e consapevoli. Di fronte ai continui episodi di violenzacontro le donne, al cyberbullismo e al crescente disagio giovanile, non possiamo limitarci a intervenire dopo che i problemi si manifestano. La prevenzione passa anche dall’educazione. … preoccupa il rischio che si creino percorsi diversi tra studenti e studentesse, con alcuni che possono accedere a queste opportunità formative e altri che ne restano esclusi. … l’Europa incoraggia i finanza attività volte all’istruzione affettiva e ha invitato gli Stati dell’Unione a seguire gli standard dell?OMS in materia. … possiamo immaginare una via trentina … rinnoviamo il nostro invito all’assessora Gerosa: sediamoci intorno a un tavolo e lavoriamo insieme con tutti i soggetti coinvolti. Esiste già una base importante da cui partire, il disegno di legge di iniziativa popolare che ha raccolto oltre 8000 firme…“ Clicca qui per leggere il comunicato stampa
- Educazione alla parità, il DDL a settembre in V Commissione su Trentino TV del 15 giugno 2026: Clicca qui per le info sul servizio
- Rete per la parità di genere: “Il DDL Valditara va in direzione contraria rispetto ai bisogni della società” su Vita Trentina del 15 giugno 2026:” Si è tenuto oggi, 15 giugno, al Cafè de la Paix Trento un incontro della Rete per la parità di genere sullo stato di avanzamento del DDL di iniziativa popolare in tema di educazione relazionale alla parità e al rispetto delle differenze di genere. Dopo il deposito delle firme (ne sono state raccolte oltre 8500 in tre mesi scarsi), il DDL è attualmente in discussione in Quinta Commissione. Le prime audizioni si svolgeranno presumibilmente a settembre. La Rete per l’educazione alla parità di genere si pone in forma fortemente critica rispetto al DDL Valditara, approvato da poco in Parlamento, che, a detta delle prime firmatarie del disegno di legge trentino, “va in direzione ostinata e contraria rispetto alle indicazioni europee e ai bisogni della società, abdicando al ruolo fondamentale dello Stato, che attraverso la scuola si fa garante del diritto all’educazione, e spostando il peso completamente sulle famiglie”….” Clicca qui per leggere l’articolo completo.
- Parità di genere, il disegno di legge slitta in autunno. Critiche a Valditara. Pubblicato sull’Adige del 16 giugno 2026. “Il disegno di legge Valditara trasforma lo spazio di confronto e dialogo della comunità educante in un terreno di contesa.”
- “Violenze, serve l’educazione di genere”. Di Paolo Fisichella. Pubblicato sull’Adige del 16 giugno 2026. Avanti il DDL popolare. Le proponenti: ”Legge Valditara? Passo indietro.”
- “Educazione sessuale, smarcarsi da Roma” di Anna Tamiello, pubblicato su il T del 16 giugno 2026. L’appello della Rete per la parità di genere alla Provincia: ”No alla legge Valditara.” Le promotrici del DDL di iniziativa popolare temono che la proposta venga affossata: Così il peso viene spostato sulle famiglie.”
- L’Ordine degli Psicologi di Trento contro il Ddl Valditara: «L’educazione affettiva è uno strumento di salute pubblica» sull’Adige del 16 giugno 2026: ”Il provvedimento del governo introduce il consenso informato preventivo dei genitori per le attività scolastiche sui temi dell’affettività e della sessualità, vietandole del tutto nelle scuole dell’infanzia e primarie. L’invito a piazza Dante: «La Provincia eserciti appieno la propria autonomia»…”
- La scuola e l’educazione affettiva di Michele Malfer sul Corriere della Sera del 17 giugno 2026: “Il confronto aperto dalla legge promossa dal ministro Valditara sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole merita di essere affrontato senza semplificazioni ideologiche, con senso delle istituzioni e consapevolezza della sfida educativa che abbiamo di fronte. … La vera domanda è come costruire una collaborazione efficace tra tutti i soggetti che concorrono alla loro formazione: famiglie, scuola, comunità, servizi educativi e realtà associative. È dentro questa alleanza educativa che deve trovare spazio anche l’educazione affettiva e sessuale….” Clicca qui per l’articolo completo
- La propaganda di Valditara di Annalisa Cuzzocrea – sul Venerdì di Repubblica del 19 giugno 2026: “Una ricerca ci mostra le reali necessità della scuola. Ma il ministro sceglie la via dell’oscurantismo.”
- Educazione di genere più che necessaria di Loris Taufer su Adige del 22 giugno. Il disegno di legge di iniziativa popolare n.76 presentato in Trentino sull’educazione di genere per iniziativa di un gruppo di donne e di associazioni, è un bel esempio di attivazione della società civile che contribuisce ad innalzare il livello culturale e critico della nostra comunità.
- L’intelligenza artificiale ha un problema con le donne di Manuela Crepaz su Rivista Lion – Giugno 2026 pag62-63. Parla di una ricerca europea di marzo 2026 secondo la quale gli algoritmi stanno ampliando le disuguaglianze di genere. “Gli algoritmi non hanno eliminato le diseguaglianze di genere: le hanno apprese, riprodotte e amplificate. Lo documenta una ricerca del Parlamento Europeo pubblicata a marzo 2026. Quando una tecnologia promette di livellare il campo da gioco, vale la pena chiedersi chi l’ha progettata. Nel caso dell’intelligenza artificiale, la risposta è quasi sempre la stessa: uomini, addestrati su dati che rispecchiano decenni di squilibri consolidati. Il risultato è che le disuguaglianze non sono sparite: sono state codificate. A documentarlo è la ricerca “Women in the Age of AI-enabled Disinformation”, pubblicata a marzo 2026 dall’European Parliamentary Research Service (Eprs), il servizio di analisi indipendente del Parlamento Europeo.“ Clicca qui per l’articolo completo sulla rivista online. Cerca pag. 62-63
- “Foto hot di 16 ragazzine su Internet su il T del 21 agosto 2026. Sei minori hanno diffuso le immagini modificate con l’Ai su Whatsapp e siti.” Le famiglie delle giovani, residenti nelle Giudicarie, hanno presentato denuncia alla polizia postale, ma la Procura del Tribunale dei minori ha chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati.
- “Il caso del deep fake con vittime minorenni, l’esperto: «Fenomeno in rapida crescita, non sono scherzi innocenti»” di Ubaldo Cordellini pubblicato su il T del 22 agosto 2026. Sul caso di Storo interviene l’esperto Mauro Berti: «Fatti gravi. Serve rispetto». La rete educazione alla parità di genere chiede che le famiglie educhino i figli al rispetto delle loro coetanee e che si faccia una legge in materia». Clicca qui per leggere l’articolo completo.
- “LE DONNE E IL MONDO DEL LAVORO. Le molestie sono l’espressione del potere maschile” di Barbara Leda Kenny, pubblicato su Domani del 22 agosto 2026. I1 ricatto del lavoro. Secondo l’ultima indagine Istat (2022-2023), più di un milione ottocentomila donne hanno subito, nel corso della vita, molestie sul lavoro in Italia. Se alle molestie sommiamo i ricatti, il numero totale delle donne tra i 15 e i 70 anni che hanno subito molestie o ricatti per ottenere un posto di lavoro o un avanzamento di carriera sale oltre i due milioni. Sono dati che descrivono un fenomeno di genere: ad agire le molestie sono gli uomini, a subirle soprattutto le donne. Clicca qui per leggere l’articolo completo.
- “Educazione sessuale. C’è fame d’informazione.” Pubblicata su l’Adige del 23 agosto 2026. “La presidente di Zona Franca, de Pretis: «È terreno di propaganda, ma a chiederla sono i genitori»”
- “Educazione alla parità, la legge va approvata.” Lettera di Marta Anderle e Paola Morini pubblicata il 23 agosto 2026. “Gentile direttore, siamo profondamente scosse/i per la vicenda verificatasi a Storo. Protagonisti alcuni ragazzi del luogo che, con il supporto dell’Al hanno modificato l’aspetto fisico di loro sedici coetanee rendendo le loro sembianze «voluttuose», «attraenti», pornografiche, Immaginiamo lo stupore, il grande disagio, l’immeritata vergogna delle giovani donne e delle loro famiglie alle quali inviamo tutta la nostra solidarietà ed ogni possibile sostegno. Le immagini artefatte sono arrivate in internet e non si possono fermare, quindi continuano a rappresentare un’offesa e una ferita per la dignità di sedici persone che hanno la «colpa» di essere femmine. L’attacco di violenza e disprezzo ai corpi delle donne non si placa e rende sempre più evidente la necessità di un cambiamento culturale che solo un intervento organico nell’educazione di bambini e bambine, ragazze e ragazzi può realizzare.”


