Michel Lobrot è morto stamattina all’età di 95 anni. Autore di una quarantina di libri e di oltre cento articoli, era uno dei personaggi più importanti della scena intellettuale francese. Professore emerito all’università di Parigi VIII, le sue ricerche hanno spaziato dal campo della pedagogia a quello della psicologia passando per la sessuologia e l’antropologia. Era noto in particolare per la creazione di un approccio chiamato “Non-Direttività Interveniente” (N.D.I.). Questo approccio costituisce un paradigma metodologico applicato soprattutto nella psicoterapia, il counseling, la formazione e l’educazione; ma la NDI è ben lontana di essere una semplice tecnica. È fondata su una solida teoria psicologica e psicosociologica estremamente ricca e articolata. Inoltre, comporta anche degli aspetti valoriali e questo la distingue da molti approcci in cui i valori sono tutt’al più sottintesi.

Le fonti della NDI sono da cercare nel movimento dell’autogestione molto in voga negli anni 1960-1970, nell’Approccio Centrato sulla Persona di Carl Rogers che Michel Lobrot incontrò personalmente e nel movimento del potenziale umano, ispiratore di nuovi approcci terapeutici creati negli anni 60, in particolare presso l’Istituto di Esalen in California. Dal punto di vista teorico, la visione della NDI ridà una grande importanza all’ambiente come fattore di crescita rispetto ad approcci che vedono la fonte della crescita personale quasi esclusivamente all’interno della persona. Dal punto di vista metodologico, la NDI difende l’idea che sia possibile intervenire, fare rimandi, domande, proposte, senza per questo essere direttivi, cercando di rimanere centrato(a) sul desiderio della persona. Alcuni libri di Michel Lobrot sono stati tradotti in italiano quali L’ascolto del desiderio (non pubblicato ma disponibile dalla traduttrice Michela Bassetti), Per o contro l’autorità, Gli effetti dell’educazione, Il mito dell’identità, Decostruire l’identità.

Ho incontrato Michel Lobrot la prima volta a Parigi nel 1979, quando abitavo ancora nella capitale francese. Sono stato formato da lui fino a diventare uno dei suoi principali collaboratori. Insieme a lui, alla sua compagna Nicole Habrias-Simon e ad altri collaboratori, abbiamo fatto ricerche, scritto libri, lanciato il Caffè Dibattito a Parigi nel 1995, creato il giornale della NDI, organizzato e condotto gli Incontri Internazionali della NDI, ecc. Ho personalmente introdotto la NDI in Italia organizzando tre incontri internazionali della NDI, due a Trento (1994 e 1995) e uno sul passo del Tonale (1997). A Trento, ho organizzato le due assemblee costitutive della Federazione Internazionale della NDI (2011 e 2012). Michel Lobrot è venuto diverse volte a Trento, in particolare in occasione di una formazione franco-italiana alla NDI condotta da lui stesso, da Nicole Habrias-Simon e da me negli anni 2006/2007.Continuo a formare persone a questo approccio in Italia. Vi ho portato anche il Caffè Dibattito nel 2001 a Trento che ha ispirato tante altre iniziative associando cultura, incontro e convivialità. Michel Lobrot lascia un’opera immensa tutta da scoprire per la maggior parte. Credo che possa essere di grande aiuto nell’affrontare le incertezze di questo mondo e del nostro paese, l’Italia. Era un genio assoluto che ha dato tanto alla psicosociologia, alla psicoterapia e alle scienze dell’educazione. Sento più che mai la mia responsabilità nella trasmissione di ciò che ho ricevuto in eredità. Lo faccio essenzialmente in Italia dove ho scelto di vivere vent’anni fa, ma anche nel mondo anglo-sassone. Michel è stato per me un maestro, un amico e forse il padre che non ho avuto.

Thierry Bonfanti