Una competenza trasversale fondamentale per il benessere delle nostre relazioni è l’assertività, che come il suo nome anche il suo significato non appare immediato. Infatti essere assertivi non è banale e addirittura per molto tempo non è andato per niente di moda! La nostra cultura ha infatti preferito, per ragioni forse di utilità, favorire comportamenti e stili comunicativi basati sulla finzione più che sulla sincerità delle nostre vere emozioni. E così dimostrarsi simpatici e disponibili è diventato più importante, più accettabile.

Siamo così impegnati a fare bella figura che ci dimentichiamo di cosa stiamo veramente provando e perdiamo l’occasione di relazionarci ad un livello più profondo con le altre persone.

Asserire significa affermare e in questo contesto affermare sé stessi e consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore. È a tutti gli effetti il contrario delle relazioni passivo-aggressive.

Per capire l’assertività mi viene in mente l’immagine di un bambino che parla ed esprime i suoi bisogni, ciò che gli piace o non gli piace, difficilmente emette dei giudizi e spesso è di una sincerità disarmante, non ti senti offeso quando un bambino esprime i propri bisogni e così, sinceri e congruenti, possiamo essere anche noi adulti.

Per coltivare la propria assertività è necessario osservare e auto-osservarsi, continuamente, e avere la disposizione a sperimentare un modo nuovo di interagire, accettando che lo scopo di comunicare è molto più che piacere all’altro quanto piuttosto l’occasione per esprimere ciò che proviamo in un dato momento, saper anche dire di no, saper formulare una critica senza provocare risentimento e così dare il permesso di fare altrettanto al nostro interlocutore.

 


Bibliografia: Puoi anche dire “No”. L’assertività al femminile – Beatrice Bauer, Gabriella Bagnato e Mariarosa Ventura