Perchè ci lamentiamo?

di Claudia Chini

Quante volte nel corso della giornata ci lamentiamo di qualcosa o qualcuno? Dei nostri figli, del vicino, del collega, del nostro peso, della politica, del tempo, del compagno, ecc… 

Succede qualcosa che non ci piace, che non è come vorremmo che fosse, che  delude le nostre aspettative o pensiamo sia sbagliato. 

Ci lamentiamo del fatto che nostro figlio non studia abbastanza, oppure che il  vicino sta facendo troppo rumore o che non riesco a dimagrire. A parte il fatto che la lamentela non cambia le cose, produce per contro un  energia negativa sia per chi la fa sia per chi la sente.  

Non è mai qualcosa di costruttivo ma solo una protesta che non produce però  nessun risultato. 

E’ anche un atteggiamento che imparano i nostri figli quando vivono in un  ambiente dove continuamente gli adulti si lamentano per qualcosa. Lamentarsi per qualcosa, ci distoglie in realtà dal nostro stato d’animo rispetto  alla situazione, inoltre, la persona che “subisce” il lamento avverte una sorta di pesantezza e stagnazione, a meno che, essa stessa non si unisca al coro  lamentoso. 

Ad esempio, se mi lamento perché mio figlio non studia, non sto di fatto  facendo nulla per comprendere le sue motivazioni ne tantomeno entrare in  contatto con le mie emozioni. 

Potrei sentirmi, preoccupata, tesa, arrabbiata, delusa ecc…. 

Se invece di lamentarmi, provo ad entrare dentro di me e sentire cosa sto  provando in quella situazione, molto probabilmente non sentirò il bisogno di  lamentarmi ma magari potrei iniziare un dialogo costruttivo con mio figlio  condividendo la mia preoccupazione e restando aperta alle sue motivazioni. 

L’energia che emaniamo è completamente diversa, non è più qualcosa che  subiamo e di cui ci lamentiamo, ma inneschiamo un cambiamento positivo. Non è detto che questo cambiamento ci porterà ad ottenere quello che  vogliamo ma sicuramente avremmo imparato a costruire relazioni.  

Claudia Chini

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